Falsificazione DURC: il tribunale di Cuneo sentenzia il reato penale
 

Il tribunale di Cuneo ha emesso in primo grado la sentenza di condanna  a otto mesi di reclusione  a carico di un imprenditore edile  per aver falsificato un Durc, il Documento unico di regolarità contributiva di cui deve essere in possesso un’impresa edile per poter lavorare.

Nella sentenza n.° 584/2009 emessa dal Tribunale di Cuneo, si legge come   l’imputato, “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in due distinte occasioni procedeva a mezzo scannerizzazione al computer alla alterazione del Durc legittimamente rilasciato dalla Cassa Edile di Cuneo intestato ad altra impresa.
A ben vedere – scrive il giudice Francesco Caccioppoli – i documenti apparivano genuini e solo il casuale ed approfondito controllo determinato dall’errore nella consegna all’ufficio Lavori Pubblici determinò l’emergere del reato: è quindi radicalmente esclusa l’ipotesi del falso grossolano o inoffensivo.

Sotto il profilo sanzionatorio si ritiene di infliggere la pena base di cinque mesi di reclusione – poi portata a otto perché reiterata e recidiva, con precedente di falso ideologico, ndr –, adeguata a sanzionare una condotta connotata da indubbia gravità in quanto capace, indirettamente, di turbare la concorrenza nel mercato edile: senza Durc, infatti, l’impresa non avrebbe potuto dar esecuzione al contratto che s’era aggiudicato”

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